14 Aprile, 2008 21:53
Sulla morte di Pippa Bacca
Inviato da frenesi, Categorie [riflessioni ][ (0) Commenta ] | [ (0) Trackback ]
Ho scritto un articolo qui
Eccolo:
Pippa Bacca è morta. Sicuramente troppo presto e prima che molti di noi la potessero conoscere davvero. È morta come artista creando un'enorme risonanza mediatica attorno alla sua persona e al progetto suo e di Silvia Moro. L'idea di "Brides on Tour" ("Spose in viaggio") era quella di attraversare in autostop numerosi paesi scossi da guerre recenti e conflitti ancora in corso. Entrambe le ragazze, indossando vestiti da sposa, volevano arrivare in Israele partendo da Milano e attraversando Serbia, Bosnia, Bulgaria, Turchia, Libano, Palestina e Siria. I vestiti bianchi di Pippa e Silvia erano stati realizzati in due copie: una rimasta a Milano e l'altra, indossata nel corso di tutta la performance, sarebbe stata poi esposta con la copia intonsa al ritorno dal viaggio, il vestito e il suo vissuto sarebbero stati parte tangibile dell'opera d'arte. Ma il vestito è stato stracciato e il viaggio di Pippa si è interrotto tragicamente con la sua vita nei pressi di Instabul, per mano di un uomo che l'ha stuprata ed uccisa. Una fine tragica per il progetto "Brides on Tour". Una fine che ha suscitato una quantità inaspettata di visite sul sito del progetto, e una grande mole di commenti e discussioni sulla sensatezza di un progetto artistico di questo genere. Non vogliamo in questo contesto entrare nel merito del "senso" del progetto di Pippa Bacca e Silvia Moro per una questione di rispetto del dolore di parenti e amici e per rispetto dell'artista e del suo gesto al di là della sua inaccettabile fine. Vorremmo piuttosto soffermare l'attenzione sulla natura cannibalica del mondo dell'arte (ma non solo dell'arte): "Spose in Viaggio" avrebbe avuto la stessa risonanza mediatica che ha ora nel caso in cui non fosse successo nulla di così terribilmente tragico? Forse no. Il progetto artistico ha bisogno di rischiare la sparizione dell'artista stesso, di autodivorarsi per divenire specchio della nostra contemporaneità dove è più reale il corpo elettronico che quello in carne ed ossa. L'artista si è trasformata sua malgrado in un nome su Google, in una foto sui giornali, in un blog fin troppo visitato: scomparsa la sua manifestazione fisica, nel vuoto lasciato da Giuseppina Pasqualino di Marineo si riversano le frustrazioni, le insofferenze e le paure più profonde di un'umanità sedentaria e spaventata. Se non fosse che una vita è stata veramente spezzata, si potrebbe dire che il progetto artistico è ben riuscito per aver suscitato una così grande quantità di riflessioni e reazioni emotive. Ci viene voglia di pensare che si tratti di un hoax, di uno scherzo, che Pippa Bacca possa tornare a casa dicendo che non si è trattato altro che di una ben congegnata operazione di "arte tattica", messa a punto proprio per consentirci di guardare la nostra immagine mostruosa allo specchio. Sarebbe perfetto, ma non è così. L'artista è caduta sul campo, sparita nel corso della sua ricerca estetica, qualunque essa fosse - condivisibile o meno e sparendo ha reso, suo malgrado, la sua opera inumana.
14 Febbraio, 2008 16:48
Caliban and the Witch
Inviato da frenesi, Categorie [riflessioni ][ (0) Commenta ] | [ (0) Trackback ]

Un libro da leggere, in questi tempi dove quello che sembrava ormai patrimonio collettivo
(diritto della donna all'aborto e all'autodeterminazione), sembra essere messo di nuovo gravemente in discussione. Silvia Federici ci fa vedere come la caccia alle streghe del XV sec. fu in realta' una guerra contro le donne per assicurare al capitale un accumulo di richezza necessario al suo sviluppo. Non e' la chiesa cattolica la causa della guerra alla donna, ma il nostro sistema sociale basato sul profitto, sull'appropiazione e sulla distruzione della condivisione (di conoscenze, scelti, beni).
In this days in Italy we are witnessing a rebith of the war against women for their rights to choose an abortion or not. It's a dramatic time which in my opinion it's a consequence of the economic recession. I think that it would be good for everyone to read "Caliban and the witch" by Silvia Federici.




